In attesa  …

Tante persone attraversano la nostra vita e i nostri giorni; tante non le conosciamo, molte altre ci accompagnano solo per qualche giorno, o qualche anno, e non è mai semplice restare in contatto. …

Sorgente: In attesa  …

In attesa  …

Tante persone attraversano la nostra vita e i nostri giorni; tante non le conosciamo, molte altre ci accompagnano solo per qualche giorno, o qualche anno, e non è mai semplice restare in contatto. Certo, Facebook o altri social possono aiutare, ma quello è solo una parvenza di contatto, tante volte è solo per far numero …

Perdonatemi amici miei! So che sarebbe stato molto più bello rimanere vicini e condividere tempo e vita! Forse non c’è stato troppo impegno da parte mia, forse dovevo cogliere qualche segnale che mi son perso, distratto da altri pensieri e obiettivi … cercherò di non lasciare che tutto si riduca agli auguri di buon compleanno!

In attesa di un grande incontro, vi auguro il meglio! Buona vita!

La differenza

Img_0064Nel programma con cui io e i miei colleghi lavoriamo ogni giorno ci sono due tipi di note, inserite nelle pratiche che gestiamo: le prime sono note “statiche”, non modificabili; sono le note che il programma carica in automatico con alcune informazioni base; poi, ci sono le note “dinamiche”, quelle cioè in cui ogni operatore descrive la gestione della pratica, informazioni utili per un soccorso, note in cui si “giustifica” per la gestione svolta per evitare futuri reclami o segnalazioni; sono quelle note in cui, a parte tratti comuni, si evince la gestione personale di un’assistenza.

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Nella vita accade lo stesso: si può essere una persona “statica”, che vive con informazioni minime e che è quasi invisibile nella quotidianità; si può anche scegliere però di colorare il mondo che ci circonda con le proprie tonalità, allietarlo con la propria musica, inserire gli ingredienti unici che abbiamo nella nostra anima e nella nostra coscienza.
La differenza c’è e si sente, e siamo noi in primis a godere di un mondo nuovo.
Buona vita

Su e giù per la scala

Berlicche

Sono sull’ultimo gradino della scala, in equilibrio precario nel tentativo di afferrare quel caco troppo alto. La pianta è ancora piena di foglie, ma la scorsa notte si è sfiorato lo zero. Meglio raccogliere adesso.
Sono sudato marcio a forza di scendere e salire in continuazione quei gradini resi sdruccioli dai frutti caduti. Rischiare la vita per raccogliere un caco in più penso sia in qualche maniera inscritto nel DNA maschile. Come è nel DNA femminile non capire il valore del gesto atletico del proprio consorte e chiamarlo per una commissione proprio nel momento in cui è impegnato allo spasimo.
Deve essere così da tempi immemorabili. Probabilmente mentre Urgu delle caverne stava lottando contro la tigre dai denti a sciabola si dev’esser sentito chiedere:
“Urgu, caro, hai quasi finito?”
“Grmpff” (schivando una zampata della belva)
“Allora, quando hai terminato lì potresti andare vicino al fiume a procurarti un po di…

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Normalità

Berlicche

Mi capita l’occhio su una di quelle tabelle comparative che girano su internet dai suoi albori.

Ve la allego qui. “Un normale sabato mattina, con o senza figli”

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Ah-ah, fa proprio ridere. Per chi s poco l’inglese o non ha voglia di leggere, il genitore passa la mattinata tra piscio, capricci, incidenti domestici a ripetizione. Normale amministrazione, come sa chi ha una famiglia. Quello senza figli, dorme.
Sapete cos’ho pensato, leggendolo?

A quel poveretto che, a fine mattina, si guarda un film nel suo letto. Da solo, senza il sorriso di un bambino, senza nessuno che abbia bisogno di lui.

Che non sa cosa fare, che non ha niente da fare. Inutile e solitario, mentre il film risuona nella stanza vuota.

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Pregi e difetti

mancanza

Non scrivo spesso, perché quando un desiderio diventa costrizione perde tutto il fascino, per me.

Non so classificare se sia un pregio o un difetto … e ora sono qui a scrivere proprio di questo: di cosa è lecito pregiarsi e quali difetti è bene tenere nascosti sotto il tappeto?

Nessuna classificazione, per carità: per quanto ami schedare, diagrammare e far quadrare i conti (non potrei vivere senza excel!), quando si parla di pregi e difetti rimango cauto; anche perché, chi stabilisce la distinzione? Soprattutto nei rapporti umani, mi lasciano sconcertato alcune riflessioni tipo “Senza questi difetti sarebbe una persona eccezionale!” o simili.

Ognuno ha “peculiarità”, “particolarità”, che lo rendono unico e irripetibile (per fortuna), sia che ci piacciano o meno.

Che poi difetto deriva dal latino defectus, ovvero mancanza: ed allora il difetto che vediamo nell’altro può essere l’occasione per me per colmare una mia mancanza!

Cibo per l’anima

SociAlu

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La cultura salva.

Scorgo troppi sostenitori del medioman, della mediocrità, della necessità di nascondere la propria conoscenza o fingere persino di non averne una.

Ho scoperto l’esistenza di chi sostiene l’insensatezza della condivisione, manifestando avversione non tanto per il sapere, quanto per ogni sua esternazione. La cultura non trasmette l’ebola, che io sappia.

Aprire un libro e leggerlo per poi discuterne, condividerne contenuti, fotografie, dettagli, può non essere considerato crimine contro l’umanità. Mi sembra corretto riportare questo dato, per fugare ogni dubbio.

Una sera ho incontrato un’amica – una conoscente a onor del vero – intente nella degustazione di limoncello e liquori alla cannella, di cui ho perso il conto, abbiamo affrontato una conversazione interessante e ricca di spunti. Non succedeva da tanto, troppo tempo. Confesso candidamente di aver collocato il tutto sotto il lemma “miracolo”.

La verità è che non ci si ascolta più.

Si temporeggia per dire la…

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Dal fango si esce, non ci si ambienta

SociAlu

raccomandazioneC’è una caratteristica, davvero odiosa, che accomuna molti siciliani: convincere il prossimo, ed autoconvincere se stessi, del fatto che il marcio risieda solo altrove, molto molto lontano. Le cose vanno male? Colpa delle precedenti amministrazioni. Il malcontento si espande come una pandemia? I responsabili sono chiaramente deceduti o espatriati. Non si capisce con chi prendersela, non si fa autoanalisi, autocritica, ma soprattutto si vuole credere che tutte le persone siano affette da Alzheimer. Lo si fa cosi bene, che poi molti patiscono realmente la patologia.

Con una semplice ricerca su Google e una lettura attenta di circa due minuti, basta prestare attenzione alle pagine Wikipedia o ai blog e siti web di sedicenti professionisti divulgatori di cultura, buon senso e trasparenza. Salvo poi appurarne, o ricordarne, la provenienza. Se c’è una cosa che ho imparato grazie alla Sicilia, è che non sali mai troppo in alto, se hai una scala…

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Gran premio della montagna

purtroppo

granpremiomontagna

Avevamo biciclette male assortite. Passavamo le estati, tutte, nella terra dove sono nati i nostri nonni e i nostri padri.
Tutto piatto in quella pianura. Un rilievo neanche a pagarlo. La cosa che somigliava di più a un rilievo era l’argine del Po. La nostra grande muraglia che tagliava per il lungo quella piana infinita. Ecco, le salite erano quelle rampe che portavano in cima all’argine.
Guardavamo il tour de france in televisione e sognavamo le cronoscalate.
Poi andavamo a pescare in bici. O a giocare a calcio o a pallavolo nel campo in piazza. O la sera, dopo cena, la granita alla menta, al cedro o al cocco seduti sul muretto. Che schifo il cocco.
Ma ogni volta che tornavamo a casa era una sfida su quella salita.
Catene tirate al massimo e quasi in apnea su, su, su. Con tutta la forza, con tutto il cuore. Ciclismo puro…

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Non cresciamo mai!

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Non cresciamo mai!
Oggi sono stato folgorato da questa consapevolezza!!
Vabbè, folgorato è una espressione forte … diciamo che ho avuto una puntura di spillo che mi ha fatto prestare attenzione a questa cosa.

Ci sono sempre di mezzo i nostri istinti, i nostri giocattoli, le nostre preferenze; crescendo diventano idee, valori, destino, e tante altre belle parole, ma il modo in cui ci difendiamo quando il nostro “sistema” viene messo in discussione rimane sostanzialmente lo stesso di quando da bambini ci si rubava i giocattoli!
I capricci sono più elaborati nella forma, mai nella sostanza.

A cosa mi conduce questa nuova consapevolezza? Ancora non lo so di preciso: saperlo mi rende più “leggero”, come quando ti accorgi che quella cosa importante che continui a trascinare è solo una zavorra inutile …
Magari un giorno riuscirò quasi a volare!
Buona vita