Caro amore mio…

Caro amore mio….

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Quando una canzone ti prende …

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Avevo intenzione di scrivere di alcuni episodi di ordinaria follia automobilistica  vissuti pomeriggio mentre rincasavo (segnali non visti, sensi unici contromano, parcheggi pittoreschi, e simili).Mentre controllavo gli avvenimenti del giorno, apprestandomi ad “inveire” contro il mancato rispetto delle regole basilari della circolazione, ho trovato il link di una canzone dei Guns N’ Roses (Sweet child o’ mine); non la ascoltavo da un po’ di tempo per cui ho indossato le cuffiette e mi sono immerso nella musica, nelle parole non sempre comprensibili per chi come me non mastica granché l’inglese, negli assoli di chitarra.

Da lì ho “perso” circa un’ora, perché poi sono andato di canzone in canzone, vagando nei ricordi e nella fantasia … fantasia di una chitarra tra le mani (a proposito, invidio Slash!), dita che graffiano le corde, amici intorno con cui cantare e suonare … ma anche il ricordo di 21 anni fa, di una chitarra poggiata su un tavolo, durante un campeggio in montagna, ed il desiderio di imparare a suonare (poi son effettivamente riuscito a strimpellare qualcosa).

Le vita è un po’ come la musica: le note si susseguono su un pentagramma come i pensieri/sentimenti scorrono nei nostri giorni; ci sono gli alti e bassi, le parti monotone o leggermente stonate, le pause, le chiavi di “lettura” e le pagine da voltare.; la melodia sarà completa solo alla fine del viaggio.
Vorrei solo che la mia canzone fosse scritta da me, vorrei che non fosse vuoto il pentagramma … e vorrei (perché no?) che fosse una bella canzone!

Buona vita

Dateci qualcosa

Le logiche conseguenze di una società in cui il valore di riferimento assoluto diventa il piacere (in ogni suo aspetto) ed in cui si pensa che per qualunque cosa è solo questione di prezzo

Berlicche

Che cosa volete da noi? Ci avete detto che solo noi potevamo decidere del nostro sesso. Che il corpo era nostro. Se è nostro, perché non possiamo venderlo? Solo gli ingenui e i cretini danno via le proprie cose gratis. Il metro è il piacere, no? E noi proviamo piacere ad avere soldi nella borsetta, telefonini sempre carichi, qualche pastiglia.
Se la famiglia non vale niente, se il matrimonio è una parola a cui dare il significato che più piace, cosa ci trattiene? Dateci qualcosa, una ragione qualsiasi per non guadagnarci su.

Che siamo troppo giovani? Non feteci ridere. Ci avete addestrate a questo fin da piccolissime. A scuola, persino. Spiegato tutto per filo e per segno. Incoraggiandoci a non farsi limitare da falsi pudori. Senza mai dirci quali siano i pudori veri. Se non siamo troppo piccole per capirlo, non siamo neanche troppo piccole per farlo. Con chi…

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Nell’attesa …

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Girano tanti pensieri per la mente, e non saprei da cosa iniziare!
Quando mi trovo in queste condizioni, so che devo attendere, che devo dare agli eventi ed ai pensieri il tempo necessario per assestarsi, per decantare, perché tutto torni limpido e visibile, perché gli avvenimenti ed i fatti vengano posti nella giusta prospettiva.

Ho sempre inteso il tempo come amico e compagno nel viaggio inatteso che è la vita. Poco importa l’ora o il giorno, diventa importante il presente, spartiacque del prima e del dopo: prima non c’ero; dopo, ad un certo punto, è iniziata la mia storia. Prima non sapevo cosa fosse l’amore; dopo quella donna è divenuta mia compagna di vita e di tempo. Prima non sapevo chi fosse Dio; dopo sorrido al riconoscere il Suo passaggio nella mia vita e nella Storia. E continuando così, unendo tutti i puntini di presente, c’è la mia vita a dipanarsi.

Sto diventando poetico: il fatto è che di notte mi viene più facile con il silenzio e la tranquillità intorno a me. Qualche volta dovrò tentare di scrivere appena sveglio, quando ancora non sono cosciente e si agisce per automatismi e non per volontà … oppure al lavoro, tra una pratica e l’altra, mentre tento di compilare le note dinamiche e di non badare troppo alle altre parole e persone intorno (che poi i colleghi bastardi che tentano di distrarti mentre sei in linea ci sono sempre!) … o ancora buttare qualche appunto mentre inseguo la mia piccola peste badando che non distrugga casa e non si faccia male. Dovrò trovare il tempo!

Va bene, ora ritorno all’impegno della sera: scrivere una comunicazione cercando di restare obiettivi e fornendo le giuste informazioni, ora sembra che il ricordo sia più chiaro.

Nel frattempo, buona vita.

Prova … uno due tre … ssssa …. sssssàà …

Sono curioso!

L’idea di un blog, un diario dei tempi “moderni”, mi ha sempre incuriosito!
Da adolescente tenevo un diario, dove raccontavo le mie avventure e disavventure di sbarbatello in crescita!
Ora, con la barba molto più folta (che diventa indecente in 3 giorni) e con i capelli sempre più diradati, ritorno al diario ed al tentativo di tradurre in parole quello che tanto tempo fa si fissava sulla carta.

E’ stata una giornata particolare: se si rimane nei ranghi, si vive tranquillamente … appena cominci a toglier fuori la testa dal sacco, chi ti circonda si chiede cosa sia successo e “cosa vuole questo ora!”. Aggiornamenti in merito a breve, non è il caso di togliere subito la suspense (si scrive anche così!).

Il nome del blog? Per i miei colleghi di lavoro è croce e delizia delle pratiche di ogni giorno, ed è quello che intendo ora per diario: lasciare traccia di come si è “gestita” la giornata, delle parole dette, di quelle sottintese e delle abbreviazioni fantasiose, ecc.

E’ solo una prova, un tentativo; così come lo è la vita in fondo! Che poi servirebbe una seconda possibilità per mettere in pratica l’esperienza maturata: dovremmo risorgere almeno una volta, no?

Buona vita, a presto