Prospettive

disegno6

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sebbene sia trascorso tanto tempo, ed i ricordi sembrano confondersi con i sogni, ho conseguito il diploma da geometra: non ho mai avuto troppa fantasia e capacità per i disegni a mano libera, spesso anche la mia calligrafia lasciava (e lascia, purtroppo) molto a desiderare, nonostante anni ed anni di esercizi e di quaderni riempiti di frasi e  numeri come Bart Simpson nella sigla del cartone! Nel disegno tecnico invece avevo modo di esprimermi al meglio, di guidare la porta-mine lungo le squadrette e lungo le lettere precise del normografo, acquisendo uno stile tutto mio in fondo; quando tanti compagni  sbruffavano per nuovi compiti, accettavo con entusiasmo la sfida.
Quello che mi ha sempre affascinato in particolare è stata la costruzione delle assonometrie e delle prospettive, con l’apoteosi dello studio delle ombre proiettate!

Tutto questo preambolo, e dove voglio arrivare … nostalgia delle superiori? esaltazione delle ombre? vanto personale??? Nulla di tutto ciò, per il momento!
Stavo invece riflettendo sullo sforzo mentale necessario per immaginare un oggetto da un certo punto di vista, da una particolare angolazione o sotto una luce specifica: per i disegni ci sono le regole,  ci sono i fuochi a cui convergono tutte le linee, c’è una linea dell’orizzonte ben precisa … invece con le persone non c’è nulla di tutto ciò, non viene insegnato come guardare con gli occhi degli altri, non si riesce bene a comprendere in che modo il mio amico/collega/familiare, o qualunque persona entri nella nostra vita, vede la realtà;  vediamo davvero lo stesso tavolo o no? Leggiamo la stessa frase o il senso cambia da un DNA all’altro? Abbiamo lo stesso incarico o lavoriamo per società diverse?
Questa discordanza diventa più acuta se c’è un errore: dare la colpa, fare un passo indietro e puntare il dito è il compito più facile del mondo; trovare una soluzione all’errore è un incarico da lasciare ad altri … figuriamoci cercare di comprendere il motivo dell’errore! Trovo desolante la pigrizia mentale e superficialità  ….
Sì, un attimo, fatemi leggere nella vostra mente: “Ecco qui uno che spara sentenze! Mancava solo lui!”. No, state tranquilli, non intendo aggiungermi alla schiera di chi giudica i giudici: mi rendo conto che guardare con altri occhi mina le mie certezze, mette in discussione le abitudini e mi  blocca! Per questo puntare il dito diventa una questione di sopravvivenza, diventa indispensabile perché la mia vita possa procedere tranquilla e serena senza troppi intoppi … mica posso fermarmi a pensare ed a guardare altre prospettive! L’unica che conta è la mia!

Ogni tanto poi mi viene in mente che esiste un Dio il quale,  per poter aiutare l’essere umano,  è diventato Egli stesso uomo … perché solo così poteva vedere quanto sembra distante il Padre … solo indossando la carne poteva apprezzare la fragilità … solo soffrendo ha potuto farsi carico dell’abisso di emozioni e di bisogni del cuore. La mia preghiera di stanotte è che possa ricordarmi (non troppo spesso) che se Gesù ha dovuto abbracciare la nostra essenza, per me è sufficiente cambiare punto di vista.

Annunci

Lascia un Commento, se ne hai il coraggio ... :-)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...