Quando il saggio decise di sedersi

purtroppo

saggio

Il saggio, pur avanti con gli anni, uscì di buon mattino dal villaggio. Camminò per ore fino a giungere in cima a una piccola vetta che sovrastava il paese. E si sedette. Passarono due ore e i suoi seguaci, in preda allo sconforto, decisero di non aspettare oltre.
Raccolsero dai contadini che lo avevano visto salire, quelle poche indicazioni per raggiungerlo. Unirono quei pochi generi che ritenevano potessero essere utili e decisero di mettere i propri passi in fila.
Il primo giorno lo raggiunse il discepolo più vicino. Avvicinandosi lo vide seduto e gli si sedette di fronte. Assumendo la stessa silenziosa postura, come davanti a uno specchio. Il sole descrisse tutto il suo arco e il discepolo si rialzò e scese al villaggio. Tutti lo interrogarono, sulle parole scambiate, sulle ragioni che avevano portato il maestro sulla vetta.
“Forse è per farci capire l’importanza dell’attesa. Ma non ne sono sicuro.”

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#8Marzo – Le donne lo sanno.

WOMEN NOT AFRAID

Ho fatto molte cose nella mia vita, ma di occuparmi dell’organizzazione di una mostra d’arte non mi era capitato mai.

l’Altro ieri hanno terminato l’installazione dei quadri per questo 8 marzo ed era sera inoltrata ormai quando finalmente riesco a trovare il tempo per fare un giro in sala.

Non c’è più nessuno.

Sono sola. Io e me.

Scatto alcune foto dell’ambiente che ospita la mostra di sole artiste donne.

Non c’è una buona luce. Le lampade sul soffitto si specchiano sui vetri dei quadri e disturbano l’osservatore. Me ne accorgo con più consapevolezza quando rivedo le foto appena scattate. Faremo l’inaugurazione l’indomani nel tardo pomeriggio e spero che le luci non diventino un problema.

No, non c’è una buona illuminazione, ma quel quadro mi salta comunque agli occhi.

foto4

O, per meglio dire, mi salta comunque al cuore. Mi avvicino è scatto una foto

ALBATROS - Antonia BortolosoAntonia Bortoloso

Le donne…

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Nella salute e nella malattia

… tutti i giorni della mia vita

purtroppo

anelli

Il corso fidanzati della Parrocchia di Santa Maria del Precipizio era ormai al settimo incontro su otto. “Di cui almeno 6 obbligatori” chiariva il sottotitolo del corso dalla fotocopia appesa in bacheca.
Non essendoci un vero e proprio programma i due incontri bonus venivano usati per gestire la concomitanza di partite di calcio infrasettimanali o finali di talent-show. Don Gianluca lo sapeva, tanto che poi non tirava mai la somma delle presenze e dava a tutti il nulla osta per il matrimonio in chiesa. Ma di naufragi ne aveva visti così tanti che ci teneva a mettere in guardia le coppie dagli errori di scelte avventate.
Quel giorno, poi, aveva avuto discussioni antipatiche in vicariato per via di lavori edili che non sapeva come pagare e di altre cosa che acuivano il suo senso di inutilità. “Il tempio del Signore” brontolava tra sé e sé tornando con le tasche vuote,

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Le attese del cuore.

sfogliatella's Blog

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Guardo attraverso il passato
Seduta…
unica spettatrice
in un teatro di vita
che non è la mia…
Assisto
in silenzio alla visione
di una pièce teatrale
Monologo per lo più…
si recita l’amore
Si alza il sipario…
Sul palco un leggío…
Silenzio!!! Inizia il racconto:
Angoli di terra come rifugi,
posti segreti in cui ritrovarsi,
l’ appartenersi , l’ essere l’ uno nella testa dell’ altro…
diventare guardiano degli abissi infiniti,
trasformare la propria anima in uno scrigno
dove riporre un altra anima…
proteggere quell’essere speciale…
Essere insieme sogno e fantasia…
tra le onde degli oceani,
tra le nuvole e i confini del cielo,
nelle attese del cuore,
negli spazi senza fine,
nella scrittura,tra virgole e punti di sospensione…
nelle braccia, tra le lenzuola, sulla pelle che scotta
nella voglia che cresce, l’ amore che unisce,
il corpo che fa impazzire…
Sguardi che penetrano,
la danza dei corpi,
le promesse…

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Le gambe rotte

Nessuno dice libera

Se sono di turno per 12 ore di fila mi può capitare di lavorare tranquilla, di fare quello che devo con calma, fare la mia giornata lavorativa con professionalità e soddisfazione e andarmene a casa serena.

Questo nel mondo dei sogni.

Nella realtà quando faccio una guardia lunga parto, nella gran parte dei casi, con una bella seduta operatoria densa, con i chirurghi che mi fiatano sul collo e gli interventi che si accavallano e, poi, quando, finalmente sono riuscita a far scorrere la seduta e mi sembra di intravedere la fine del turno, arriva l’urgenza.

E tutto riparte da capo.

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