Gran premio della montagna

purtroppo

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Avevamo biciclette male assortite. Passavamo le estati, tutte, nella terra dove sono nati i nostri nonni e i nostri padri.
Tutto piatto in quella pianura. Un rilievo neanche a pagarlo. La cosa che somigliava di più a un rilievo era l’argine del Po. La nostra grande muraglia che tagliava per il lungo quella piana infinita. Ecco, le salite erano quelle rampe che portavano in cima all’argine.
Guardavamo il tour de france in televisione e sognavamo le cronoscalate.
Poi andavamo a pescare in bici. O a giocare a calcio o a pallavolo nel campo in piazza. O la sera, dopo cena, la granita alla menta, al cedro o al cocco seduti sul muretto. Che schifo il cocco.
Ma ogni volta che tornavamo a casa era una sfida su quella salita.
Catene tirate al massimo e quasi in apnea su, su, su. Con tutta la forza, con tutto il cuore. Ciclismo puro…

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